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21 02 2014

Le Promesse dell’Arte : febbraio 2014 / Matteo Cesari ed Emanuele Torquati

Le Promesse dell’Arte è un programma che mira a far conoscere in Francia i più promettenti giovani talenti italiani nei campi dell’architettura, dell’arte figurativa, della musica, della fotografia, del cinema, della letteratura e della danza. Ogni mese l’Istituto Italiano di Cultura ospita uno o più artisti nel complesso dell’Hôtel de Galliffet mettendo a loro disposizione i suoi spazi ed impegnandosi a presentare il progetto che verrà realizzato nell’arco della residenza d’artista.

È la musica a farla da protagonista nel mese di febbraio 2014, grazie a ben due celebri giovani talenti: il flautista Matteo Cesari ed il pianista Emanuele Torquati.

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“Matteo Cesari è un interprete fra i più interessanti e versatili della sua generazione.
Alla tecnica straordinaria abbina una profondità d’interpretazione che ne fanno un protagonista
di primo piano della scena musicale europea”  
(Ivan Fedele)

Matteo Cesari (Bologna, 1985), dopo aver studiato ai Conservatori di Bologna e Modena ed aver seguito dei corsi universitari, ha ricevuto la laurea summa cum laude per la sua tesi sulle conferenze che Luciano Berio tenne a Harvard. Ha continuato i suoi studi con Mario Caroli al Conservatorio di Strasburgo ed attualmente sta preparando una tesi di Dottorato sulla percezione nella musica di Brian Ferneyhough e Salvatore Sciarrino, che sarà discussa presso il Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi e l’Università Parigi IV “La Sorbona”. Vincitore di numerosi premi, tra cui il prestigioso Kranichsteiner Musikpreis di Darrmstadt, Matteo Cesari si è esibito come solista in vari progetti che lo hanno portato a Parigi, Strasburgo, Londra, Madrid, New York, San Diego, in Cina, in Giappone ed in Australia. Ha collaborato con molti ensemble internazionali, quali il Nieuw Ensemble (Amsterdam), L’Itineraire (Parigi) e, da solista, con l’Ensemble Intercontemporain di Pierre Boulez. Ha lavorato con alcuni fra i più importanti artisti della scena contemporanea come Salvatore Sciarrino, Brian Ferneyhough, Pierre Boulez, Barbara Hannigan, Peter Eotvos, Ivan Fedele, Bruno Mantovani, Stefano Gervasoni.

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“Ho lavorato con Emanuele Torquati e sono rimasto colpito dal suo modo di suonare.
È un interprete ispirato ed immaginativo, in grado di creare un’atmosfera magnetica durante il concerto.
Il pubblico ne resta affascinato. Il suo virtuosismo può essere abbagliante”  
(Jonathan Harvey)

Emanuele Torquati (Milano, 1978), definito di recente “a thoughtful musician” dal New York Times, ha studiato dapprima con Giancarlo Cardini, poi con Konstantin Bogino, Yvonne Loriod-Messiaen ed Alexander Lonquich. Suona regolarmente in Europa, Canada, Stati Uniti e Sudamerica. Le sue esecuzioni sono state trasmesse dalla RAI, dalla BBC Radio 3, da Deutschland Radiokultur, da MDR Kultur, da Radio France, dalla Radio Svizzera, da RTE Lyric ed Euroradio. Ha inciso per Brilliant Classics le integrali di Albert Roussel ed Alexander von Zemlinsky, oltre a quattro dischi dedicati a Schumann e Liszt con il violoncellista Francesco Dillon. Importanti anche le residenze presso il prestigioso Banff Centre, con due progetti monografici su Olivier Messiaen e Leos Janàcek. La sua passione per la musica contemporanea lo ha portato a lavorare intensamente con compositori di primo piano, come Silvano Bussotti, Wolfgang Rihm, Kaija Saariaho, Beat Furrer, Jonathan Harvey, Brett Dean, Magnus Lindberg,  e con artisti del calibro di Isabel Charisius, Matthias Pintscher, Garth Knox ed il Quartetto Prometeo. Svariati i suoi impegni didattici, presso conservatori italiani ed istituzioni estere, quali il Trinity College di Dublino, la Boston University, la Longy School e l’Università di La Plata. Dal 2010 è direttore artistico del Festival “music@villaromana” a Firenze.

Giovedì 6 febbraio, il duo CesariTorquati, accompagnato dai musicisti del Progetto Bloom, è salito per la prima volta sul palco del Galliffet. La serata, dedicata a “Liszt e l’Italia”, ha visto una grande cornice di pubblico, inaugurando al meglio il mese di residenza.
Il programma icludeva :
Franz Liszt / Richard Wagner, Venezia, pianoforte solo;
Filippo Tommaso Marinetti, La battaglia di Adrianopoli;
Franz Liszt, Nuages Gris, pianoforte solo;
Salvatore Sciarrino, Fra i testi dedicati alle nubi, flûte solo;
Franz Liszt, La lugubre gondola II, pianoforte solo;
Filippo Tommaso Marinetti, La cucina futurista (estratti);
Franz Liszt, Angelus ! Preghiera agli angeli custodi;
Fausto Romitelli, Trash TV Trance, chitarra elettrica.

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Martedì 18 febbraio ha avuto luogo il secondo concerto che ha riscosso un grande successo e ha avuto luogo in presenza del compositore Stefano Gervasoni di cui si suonava un brano in prima mondiale.

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In programma:
Claude Debussy, Six épigraphes antiques (1- Pour invoquer Pan, Dieu du vent d’été, 2- Pour un tombeau sans nom, 3- Pour que la nuit soit propice, 4- Pour la danseuse aux crotales, 5- Pour l’Egyptienne, 6- Pour remercier la pluie au matin);
Matthias Pintscher, Beyond – a system of passing (2013), per flauto solo;
Stefano Gervasoni Prés (2008-2014), per pianoforte solo (prima francese), Pré-ludique, Pré-lubrique, Pré-paré, Pré-carré,
Préterit – PRIMA ASSOLUTA, Pressenti (Presse en T) – PRIMA ASSOLUTA; Toshio Hosokawa, Lied  (2007);
Franz Schubert, Introduzione, Tema e Variazioni sul Lied “Trockne Blumen”  D 802.

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Terzo ed ultimo appuntamento martedì 25 febbraio, con il Récital en solo di Matteo Cesari, che proporrà una ricerca musicale dei legami esistenti fra la musica di Bach e quella del compositore contemporaneo Ivan Fedele.
In programma:
Johan Sebastian Bach, Partita in La minore;
Ivan Fedele, Donax, Apostrophe, Dedica;
Carl Philipp Emmanuel Bach, Sonata in La minore.

Per iscriversi all’evento, cliccare qui.

 

Istituto Italiano di Cultura
Hôtel de Galliffet
73, rue de Grenelle, 75007 Paris

 

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