fra_diego
27 03 2013

Finché ho vissuto con i genitori …

… mi hanno trovato loro i medici ed erano sempre, tranne quello di famiglia, medici illustri, costosi, che non pagavo io, che mandavano i saluti a casa dalla soglia di studi privati al profumo di lacca o di stanzette al sole in dependance di cliniche fra vialetti alberati; che perfino, visto che ci andavo poco e non avevo bisogno di niente, mi visitavano gratis, come bonus per il denaro speso dai miei nei controlli al cuore, ai polmoni, all’intestino. Poi, andato via di casa, per anni io non ho avuto medici, non sapevo dove trovarli; e in tutta la mia vita ero andato solo una volta dall’andrologo, perché per mia madre non avevo l’uccello. Lo ricordo citato una sola volta in tutta la mia infanzia, quando verso gli otto anni mi lamentai perché mi venivano comprati solo slip di una taglia più piccola che mi obbligavano a tenerlo all’insù, sempre costretto, mai rilassato, sempre schiacciato contro la base della pancia. In quell’occasione mia madre chiamò il pisello con un nome che mi vergogno di riportare, molto più innaturale della parola comunemente usata dalle madri romane, vale a dire pisellino. Il nome usato da mia madre non l’ho mai sentito dire da nessuna parte, l’unica occorrenza è quella volta: è uno squalificante diminutivo-vezzeggiativo di un termine scientifico, e con quel nome l’ha nominato in mia presenza – il mio o qualunque – quella sola volta.

Finché ho vissuto con i genitori …